
mostra personale dell’artista
Irene Pitaccolo
inaugurazione sabato 10 maggio h 18:00
in via San Michele 11/b Trieste
la mostra rimarrà aperta fino al 24 maggio
dal lunedì al venerdì dalle 11:00 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 17:30
sabato dalle 11:00 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 19:30
“Il lavoro di Irene Pitaccolo ha qualcosa di autenticamente prezioso: tocca corde profonde, intime, che risuonano in chi osserva.
I suoi ritratti di animali, sospesi tra un realismo rigoroso e una libertà cromatica controllata ma vibrante, possiedono una qualità rara. Il tema dell’animale antropomorfizzato – o, viceversa, dell’umano restituito all’animalità – è stato esplorato più volte nell’arte realista contemporanea, spesso con esiti eccellenti. Eppure, nel lavoro di Irene, accade qualcosa di diverso.
La distinzione formale tra uomo e animale resta netta, ma a livello profondo – animico – i due mondi si fondono. Gli sguardi, gli atteggiamenti, le espressioni dei soggetti evocano emozioni umanissime, senza mai snaturare l’identità dell’animale.
È qui che si crea la vera magia: un punto d’incontro tra specie, generi, stati d’animo condivisi. Un linguaggio emotivo universale che ognuno può riconoscere e sentire.
Questi lavori, che a un primo sguardo appaiono freschi e immediati, sono il risultato di uno studio lungo e attento, di un processo delicato tra controllo e libertà, analisi e intuizione.
Il formato ridotto amplifica questa intensità: permette un incontro ravvicinato, quasi confidenziale, con l’opera.
Non ci si sente di fronte a un “quadro”, ma a uno specchio emotivo.
I singoli pezzi, disposti in serie, creano un’armonia diffusa, un piccolo arcobaleno di emozioni che riflette il concetto di Hygge – quella sensazione danese di benessere intimo e accogliente, fatta di piccole cose vissute con pienezza.
La scelta del piccolo formato rende inoltre le opere accessibili e fruibili a diversi livelli, sia come singoli lavori, sia come nuclei da collezionare.
È un invito ad abitare uno spazio emotivo condiviso, con delicatezza, empatia e meraviglia.”

