MOSTRA PERSONALE DI LUCA MINGOLLA


PERSONALE DI LUCA MINGOLLA

Inaugurazione sabato 29 novembre 2025 ore 18:30

via San Michele 11/b – Trieste

La mostra resterà aperta fino al giorno 20 dicembre
il giovedì e venerdì dalle ore 16 alle 19
e il sabato dalle ore 11 alle 13 e dalle 16 alle 19

“Luca Mingolla indaga la fragilità della percezione: come ciascuno di noi cambia immagine di sé in base agli sguardi che riceve, ai preconcetti interiorizzati, all’ambiente in cui è cresciuto, a ciò che gli viene detto. Le sue sculture rivelano questo continuo slittamento identitario, mostrando quanto la nostra auto-percezione sia spesso il riflesso di condizionamenti esterni più che di un pensiero realmente autonomo.
Il suo linguaggio nasce da un dialogo continuo con la forma. Che si tratti di modellazione organica in 3D o di argilla tradizionale, la figura prende corpo come un organismo in divenire, assumendo posture e tensioni che emergono da un equilibrio tra istinto, memoria e relazione con lo spazio. L’uso degli animali evoca una dimensione primitiva e istintuale, mentre il richiamo al classico — volutamente spostato, perturbato — richiama la persistenza delle convenzioni visive con cui siamo stati formati.
In mostra le figure presentano corpi senza genere definito, attraversati da elementi ironici, inquieti, erotici, mai però fini a se stessi. La presenza accentuata dei genitali maschili non ha una funzione provocatoria: introduce una frattura nella tradizione iconografica, costringendo lo spettatore a sospendere lo sguardo automatico, a uscire da un bias culturale e a confrontarsi con una forma che rifiuta l’immediatezza della lettura.
Queste creature ibride e visionarie, sospese tra umano e animale, tra dolcezza e tensione, non offrono un’identità chiusa: si lasciano definire soltanto dall’incontro con chi le osserva.
Il nucleo concettuale della mostra ruota attorno a una figura ricorrente, Gaslighted, che muta aspetto in base agli stimoli e alle pressioni del suo ambiente. Il soggetto, l’“attore” delle forme, è sempre lo stesso: si presenta e si vive in modi diversi — da fiero a vulnerabile, da sensuale a malinconico — mettendo in scena le metamorfosi interiori che tutti attraversiamo sotto l’influenza degli altri, e a sua volta influenzando l’osservatore.
Il lavoro di Mingolla invita così alla consapevolezza: riconoscere gli stimoli che ci modellano e, attraverso l’atto stesso del guardare, aprire uno spazio di percezione più libero, più creativo.”